Concorso Premio “Oliviano Spadotto” – Edizione 2026
Regolamento
Il Rotary Club Pordenone Alto Livenza, in collaborazione con il Consorzio Universitario di Pordenone, con il supporto della famiglia Spadotto e il Patrocinio del Comune di Pordenone, per onorare la memoria dell’avvocato Oliviano Spadotto, ricordarne la figura umana e professionale, portandola ad esempio alle giovani generazioni, istituisce un premio di studio di € 2.000,00 in favore di studenti iscritti ai corsi del Polo Universitario di Via Prasecco.
Il concorso si svolgerà secondo le modalità di seguito riportate.
Art. 1 – Obiettivo dell’iniziativa
L’iniziativa, rivolta ai giovani studenti, frequentanti i corsi attivi presso la sede del “Consorzio Universitario di Pordenone”, mira a ricordare la figura dell’avvocato Oliviano Spadotto, socio del Rotary Club Pordenone Alto Livenza e grande imprenditore pordenonese che ha ricoperto il ruolo di Presidente del Consorzio Universitario di Pordenone tra il 1996 e il 2004.
In particolare, il premio vuole incentivare la nascita di idee innovative, stimolando creatività e curiosità, temi estremamente cari all’avvocato Spadotto.
Art.2 – Destinatari
Possono concorrere al Premio “Oliviano Spadotto” tutti gli studenti ed ex-studenti dei corsi attivi presso la sede di via Prasecco 3/A del Consorzio Universitario di Pordenone:
– Scienze e Tecnologie Multimediali e Tecnologie Digitali e Comunicazione per le Industrie Creative (triennale – UniUD)
– Comunicazione Multimediale e Tecnologie dell’Informazione (magistrale – UniUD)
– Banca e finanza (triennale – UniUD)
– Banca e finanza (magistrale – UniUD)
– Infermieristica (triennale – UniUD)
– Ingegneria Industriale per l’energia (triennale – UniUD)
– Dietistica (triennale – UniTS)
– Igienista dentale (triennale – UniTS)
– Design del Prodotto (triennale – ISIA Roma)
– Product System Design (magistrale – ISIA Roma)
– Corsi ITS della Fondazione ITS Alto Adriatico.
Art.3 – Elaborati richiesti
Per concorrere al Premio “Oliviano Spadotto” il candidato dovrà presentare un proprio elaborato originale (componimento o relazione scritta, tesi di laurea, video, musica, concept di design, prototipo, ecc.) relativo al tema proposto in questo bando.
Per la sesta edizione la giuria ha definito il tema principale: “uniti per il bene comune”. Su questa traccia potranno essere approfondite le seguenti tematiche:
1) Ambiente, economia ed ecosostenibilità per il bene comune
2) Innovazione tecnologica per il bene comune
3) Welfare healthcare
È ammessa la partecipazione anche in team di massimo 3 candidati, tra i quali dovrà necessariamente essere eletto un team leader, responsabile e referente per la presentazione della domanda di partecipazione al premio.
Art.4 – Modalità di consegna
Il candidato dovrà presentare la domanda di partecipazione entro la scadenza prevista al successivo art. 6, utilizzando l’apposito modulo, allegato nr. 1 al presente bando, debitamente compilato e sottoscritto ai sensi dell’art. 46 del D.P.R. 445/2000, unitamente alla seguente documentazione:
– copia di un documento d’identità in corso di validità;
– copia dell’elaborato come descritto all’ art.3;
– abstract dell’elaborato (lunghezza massima 3000 caratteri, spazi inclusi).
La documentazione sopra elencata dovrà pervenire entro e non oltre il termine previsto all’art. 6 esclusivamente in una delle seguenti modalità:
– a mezzo PEC, unicamente da un indirizzo di posta elettronica certificata, non necessariamente intestato al candidato e inviata al seguente indirizzo: unipordenone@pec.it con allegata la sopra indicata documentazione. In caso di invio di files molto grandi potranno essere utilizzati servizi di invio (es. https://wetransfer.com/) e il relativo link dovrà essere indicato nella PEC.
– a mano presso gli uffici del Consorzio Universitario di Pordenone, via Prasecco 3/A in orario lunedì-venerdì dalle 9.00 alle 12.00.
Art.5 – Modalità di valutazione degli elaborati
Gli elaborati ricevuti verranno valutati secondo i seguenti criteri:
– originalità/innovazione del progetto – 50 punti
– attinenza con i temi proposti – 20 punti
– qualità e grado di approfondimento della documentazione presentata – 30 punti.
Art.6 – Tempistiche e Premiazione
Apertura del contest: 9 marzo 2026
Consegna elaborati entro: 11 maggio 2026
La cerimonia di premiazione si terrà giovedì 18 giugno 2026.
Art.7 – Premi
1° PREMIO 700,00 euro
2° PREMIO 600,00 euro
3° PREMIO 400,00 euro
4° PREMIO 300,00 euro
L’importo del premio verrà erogato con assegno circolare, intestato al candidato.
Esclusione dalla disciplina di cui al dpr 430/01
In conformità all’articolo 6 del dpr 430/01 ,“Regolamento concernente la revisione organica della disciplina dei concorsi e delle operazioni a premio, nonché delle manifestazioni di sorte locali ai sensi dell’ art. 19, comma 4,della legge 27 dicembre 1997, n. 449” la presente iniziativa non si considera concorso e/o operazione a premio in quanto indetto per la presentazione di progetti o studi in ambito commerciale o industriale, nei quali il conferimento del premio all’autore rappresenta il riconoscimento del merito personale o comunque un titolo d’incoraggiamento nell’interesse della collettività.
Art.8 – Giuria
Gli elaborati, conformi al presente Regolamento, saranno esaminati attentamente da una Giuria a composizione mista, da membri del Rotary Club Pordenone Alto Livenza e da rappresentanti del Consorzio Universitario di Pordenone.
Il giudizio della giuria è insindacabile ed inappellabile.
Art. 9 – Responsabilità
Non potrà essere altresì imputata al promotore alcuna responsabilità in relazione allo svolgimento dell’iniziativa e/o all’assegnazione dei premi. In ogni caso, il partecipante si impegna a tenere il promotore manlevato ed indenne da ogni e qualsiasi conseguenza pregiudizievole, costo, danno – ivi incluse sanzioni delle autorità competenti – che possa allo stesso derivare o possa contro lo stesso essere fatto valere in conseguenza delle proprie azioni o della violazione del Regolamento. Se, per qualsivoglia ragione, l’iniziativa non potesse essere svolta secondo quanto previsto, il promotore si riserva il diritto, a sua completa discrezione, di modificare o cancellare l’iniziativa, senza che da ciò possa derivare responsabilità alcuna per il promotore, senza preavviso alcuno. La partecipazione all’iniziativa è gratuita.
Art.10 – Diritti e Proprietà degli elaborati inviati
Gli elaborati inviati resteranno di proprietà degli autori. L’organizzatore si riserva il diritto di pubblicare gli elaborati su riviste, pubblicazioni e ogni altro mezzo di informazione, rivolto a promuovere l’iniziativa.
Art.11 – Privacy e trattamento dati
Ai sensi del D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196 e del Regolamento (UE) 2016/679 i dati personali forniti dai candidati nelle domande di partecipazione saranno raccolti e trattati dal Consorzio universitario di Pordenone per le finalità di gestione della procedura di valutazione e selezione e saranno conservati per il tempo necessario all’espletamento della procedura e all’assolvimento degli obblighi amministrativi e di legge correlati. I dati saranno comunicati a Rotary Club Pordenone Alto Livenza per le attività legate all’erogazione dei premi.
Il conferimento dei dati è obbligatorio, pena l’esclusione dalla selezione. Gli interessati possono far valere i diritti loro spettanti ai sensi degli artt. 15 e ss. del Regolamento (UE) 2016/679 nei confronti del Consorzio Universitario di Pordenone quale Titolare del trattamento.
Art. 12 – Norme applicabili
L’iniziativa e il presente regolamento sono conformi a quanto previsto dalla legge italiana.
Oliviano Spadotto
(Presidente Consorzio Universitario di Pordenone dal 1996 al 2004)
L’avvocato Oliviano Spadotto, imprenditore di una delle più importanti industrie del nostro territorio, è stato Presidente del Consorzio Universitario di Pordenone dal 1996 al 2004.
Il filo conduttore del suo operato è sempre stata la fiducia nei giovani, che considerava il fattore più importante per la crescita del territorio.
La connessione tra ricerca e territorio era uno dei suoi obiettivi: “Il tessuto economico deve sapersi reinventare e questo lo si può fare solo attraverso progetti di sviluppo innovativi”.
Fedele a queste sue convinzioni nel 1997 ha avviato, in collaborazione con l’Università di Udine il corso di laurea in Scienze e Tecnologie multimediali, unico nel suo genere in Regione e che negli anni ha dimostrato come i neolaureati trovino impiego subito dopo la laurea.
Ma uno dei più importanti obiettivi del Presidente Spadotto era creare una struttura che connettesse la ricerca con il tessuto economico.
Asse portante del “sistema Pordenone” per quanto attiene Università, Ricerca-Innovazione e Imprese è stata la creazione di una piattaforma operativa per incentivare la collaborazione e la contiguità tra Università e Imprese. Da qui la nascita nel 2001 del Polo Tecnologico del quale fu il primo Presidente.
Missione del Polo Tecnologico era favorire, affiancare ed assistere l’attività di ricerca applicata sviluppata dalle Imprese insediate e incentivare l’effettiva e più stretta collaborazione fra Imprese e Università.
A questo affiancò il laboratorio di plasturgia creato nel 2001 grazie al collegamento con il corso di laurea in Ingegneria dei Materiali dell’Università di Trieste – attivato presso la Sede del Consorzio Universitario – e l’Istituto Kennedy di Pordenone. Il laboratorio poteva contare su macchinari realizzati con la collaborazione di primarie Aziende internazionali, produttrici di macchine e software dedicati, che riconoscevano la centralità geografica di Pordenone nelle scacchiere del Nord-Est.
L’Avv. Spadotto contribuì, inoltre, alla progressiva “costruzione” (unitamente a Distretto del Mobile e Consorzio del Mobile Livenza e della Scuola del Mobile di Brugnera co-protagonisti del progetto) di un “Centro di Eccellenza di livello interregionale del Legno-Arredo” e sviluppò una collaborazione connessa all’attività della sua azienda con la scuola dell’acqua di Pasiano, confermando il suo interesse verso la salvaguardia dell’ambiente.
Nella sua lungimiranza il nostro territorio, grazie allo sviluppo degli studi universitari attraverso una formazione specializzata e al Polo Tecnologico attraverso la ricerca, doveva aprirsi a nuovi mercati cioè diventare un’area metropolitana in grado di dare risposta non su tutto ma su specifici settori.
“Il mondo globalizzato premia chi si specializza e si diversifica”.
Per il Presidente Spadotto la fiducia era il propellente della crescita e per questo ci ha stimolati a dare fiducia ai giovani sostenendoli ad intraprendere le sfide dell’innovazione.
Oliviano Spadotto
(tratto da un articolo del “Messaggero Veneto” del 28/08/2015 di Enri Lisetto)
Figlio di una umile famiglia di panificatori, trascorse l’infanzia nel piccolo forno di Torre, i cui proventi erano appena sufficienti al sostentamento. Ma lui, ancora bambino, aveva una marcia in più, tanto che i genitori “strinsero la cinghia” dandogli modo di frequentare gli studi superiori, quindi giurisprudenza e la laurea. Per alcuni anni praticò a tempo pieno la professione.
Un giorno gli venne affidato il fascicolo relativo alla successione in una piccola azienda a seguito dell’improvvisa morte per incidente stradale di un socio, Claudio Bertolo. Nominato curatore, si appassionò e lo sdoppiamento tra avvocato e imprenditore fu automatico e naturale.
Quella piccola Claber (dalle iniziali del socio defunto) che operava in una “casetta” coperta da pochi metri quadrati di lamiere ondulate a Borgomeduna e che contava due dipendenti, divenne la Claber spa di oggi: leader nelle soluzioni per il giardinaggio e l’irrigazione, 180 dipendenti tra gli stabilimenti di Fiume Veneto e Maniago e filiali commerciali dirette in Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti ed Emirati arabi.
Dalla toga a capitano d’industria. Era il 1968. «Viveva per questa azienda – dicono i figli – che ha saputo condurre con tanta energia e, soprattutto, lungimiranza». Per un periodo, ricorda il presidente della Camera di commercio e amico personale dell’imprenditore Giovanni Pavan, «l’aveva aperta alla collaborazione di esterni, ma quando le cose non andavano come voleva, aveva saputo riprenderne pienamente il timone. Anche questa è una dote non da tutti». Presidente sino all’ultimo giorno, amministratore delegato la moglie, i figli in azienda.
Le vacanze, a lui, servivano per recuperare forza e vigore, anche a 84 anni, in vista di riunioni e viaggi di lavoro all’estero che facevano dimenticare l’età. Un ritmo pesante, senza dubbio, ma che non lo scoraggiava. La montagna gli dava tempo di ricaricare le batterie e di dedicarsi agli amici, per “tirare”, poi, altri undici mesi.
Vita piena, la sua, e, nonostante tutto, ha trovato tempo da dedicare ai giovani. Gli anni passavano, ma non tramontavano la sua curiosità di sapere e trasmettere il sapere e la determinazione perché tutti i giovani (è stato il primo a introdurre l’asilo nido aziendale per i dipendenti) intraprendessero con coraggio le sfide dell’innovazione.
Si era sempre tenuto lontano dalla politica, non dal sociale. É stato tra i fondatori e presidente dal 1996 del consorzio universitario di Pordenone, che avrebbe portato nella destra Tagliamento il primo corso di laurea in scienze multimediali. Ne aveva mantenuta la guida dal sino al 2004.
Giovani e studenti, erano il suo chiodo fisso, con la marcia in più della lungimiranza. Il consorzio, nel suo disegno, doveva essere il primo di tre tasselli: il secondo era il polo tecnologico, del quale aveva idealmente posato la prima pietra, in Comina, e del quale fu primo presidente.
Due passi in vista del terzo, ovvero la creazione di una sorta di “politecnico del nordest” nella città dove le potenzialità dell’industria andavano accompagnate da una formazione specializzata. Ecco che al Kennedy aveva dato vita all’indirizzo di plasturgia, a Pasiano alla scuola dell’acqua, nel vecchio opificio recuperato, dove gli incontri di storia sulla struttura si trasformavano in workshop sui sistemi di irrigazione. In Unindustria Pordenone – di cui è stato uno dei fautori dell’unificazione con l’Api – era componente del collegio dei probiviri.
Quello che pensava, non lo mandava a dire, con pacatezza: si è sempre speso, ad esempio, per una sanità forte, a Pordenone, mettendo in guardia da una supremazia di Udine.
Era l’avvocato Oliviano Spadotto, «uomo generoso e saggio» che dispensava utili consigli di vita. Doti sugellate dall’onorificenza, conferita il 2 giugno 2012, di cavaliere della Repubblica.