La “Carta del Sapere” parte da Udine

La “Carta del Sapere” parte da Udine

Conclusa la prima edizione di Conoscenza in Festa

Sfide evolutive e urgenze di cambiamento per l’università di oggi e soprattutto di domani: sono il cardine della Carta del Sapere nata da Conoscenza in Festa, il festival del trasferimento dei saperi organizzato dall’Università di Udine in collaborazione con la Fondazione Crup, e redatta questa mattina dai 20 Magnifici Rettori delle maggiori università italiane, riuniti da due giorni nella città friulana per confrontarsi su come gli atenei debbano adeguarsi alla mutata domanda di formazione che arriva dai mercati globali.

Un quesito che si fa ancora più urgente alla luce del picco negativo registrato in Italia dall’unità a oggi (fonte Istat). È stato partendo anche da questa analisi che è nata la Carta, consegnata questa mattina al Presidente della Regione Debora Serracchiani durante il forum che si è tenuto nella ex Chiesa di San Francesco di Udine.

Sotto la spinta del Magnifico Rettore dell’ateneo udinese, Alberto Felice De Toni, le eccellenze universitarie hanno anticipato nella Carta del Sapere alcune linee guida da affidare alla governance del Paese, sottolineando l’urgenza di mettere in atto un piano nazionale ed europeo relativamente alla necessità di rendere obbligatoria la divulgazione scientifica della ricerca, per favorire il miglior trasferimento delle conoscenze raggiunte; il bisogno di creare un centro studi tra ricerca universitaria e società per fornire alle aziende soluzioni di sviluppo competitivo e innovazione tecnologica; la necessità di identificare le nuove professioni che saranno indispensabili nel medio e lungo periodo per rispondere alla domanda dei mercati e intercettare studenti e docenti stranieri; l’esigenza di creare un modello d’ingresso per gli studenti figli di immigrati e affrontare la curva piatta degli ingressi per il decremento delle natalità.

«Bisogna sbloccare l’ascensore sociale che ha frenato l’economia italiana – ha dichiarato Stefano Paleari, presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui) -. La crisi sta facendo rinunciare le famiglie a mandare i figli all’università non per libera scelta, ma per censo e luogo di nascita». Un concetto ripreso anche da Tiziano Treu, che ha voluto essere presente al meeting dei rettori: «Non solo la formazione costa molto, ma inoltre perdiamo di vista chi, dopo la laurea, lascia il paese e fa carriera all’estero».

 

[via Qui.UniUD.it]